venerdì 31 maggio 2019

Led Zeppelin - Live Anthology (10 CDs self-made bootleg)

La passione del sottoscritto per i bootleg dei Led Zeppelin (ma anche per i bootleg in generale) credo che non sia un mistero per nessuno. Ed è da un po' di tempo che, di conseguenza, ho deciso di dedicarmi alla rimasterizzazione di alcuni concerti e alla creazione di compilation, spesso basate su un singolo tour o un anno in particolare (del tipo "il meglio del tour americano del 1977" per intenderci). Ovviamente il tutto strettamente per uso personale, in quanto non si tratta di prodotti di alta qualità che credo interessino a qualcuno, visto anche il brulicare di simili lavori da parte di gente ben più in gamba del qui presente.
Ultimamente però ho deciso di realizzare qualcosa di un po' più ambizioso. L'idea mi è venuta ascoltando l'ottimo Chronological Live Album presente nel canale Led Zeppelin Boots su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=LD4PlbJqHeg&feature=youtu.be.
In sostanza si tratta, appunto, di un album live in ordine cronologico, con una immaginaria scaletta lunga circa 3 ore e 50 minuti (quanto alcuni dei loro concerti più lunghi), e composta da brani che vanno dal 1969 al 1980, cercando di usarne versioni suonate in tour contemporanei o di poco successivi alla pubblicazione di quegli stessi pezzi in album ufficiali. Quindi, per intenderci, se un pezzo è da Led Zeppelin 1, quindi del 1969, si è cercato di usare una versione del 1969, possibilmente con il miglior bilanciamento performance/qualità del suono possibile.
Questo già interessantissimo lavoro mi ha spinto a cercare di realizzare qualcosa di un po' più ambizioso. Ho voluto estendere questo stesso concetto a tutti i brani suonati dal vivo dalla band, realizzando quindi una sorta di "best of".
Ovviamente è impossibile includere tutte le cover che trovavano posto specialmente nei primissimi anni sia come brani a sé stanti che come parte di medley, ed in questi specifici casi ho deciso di includere solamente gli episodi più interessanti, ma lo vedremo nel dettaglio più avanti.
Appena ho iniziato a raccogliere il materiale necessario dai più svariati bootleg, non ho potuto fare a meno di accorgermi della notevole mole di contenuto, e quanto sarebbe stato caotico organizzare il tutto in un'unica, chilometrica tracklist.
Ho deciso dunque di suddividere il tutto in volumi, o meglio in CD. Ovviamente sono CD ideali, in quanto non ho intenzione di stampare copie fisiche, ma ciò mi è servito per dare dei limiti di durata ai singoli volumi, che di conseguenza oscillano tra i 40 minuti all'ora abbondante, avvicinandosi ad album veri e propri in questo senso. E come riflesso di ciò ho anche cercato di rendere ogni "volume" scorrevole ed interessante all'ascolto, cercando di creare delle piccole tracklist capaci di stare in piedi da sole.
Molte delle scelte dei singoli brani sono le stesse del Chronological Live Album che ho citato poco sopra, che quindi è stato di vitale importanza nel dare la spinta iniziale, ma in alcuni casi ho deciso di utilizzare diverse fonti audio di quelle stesse performance, a mio parere più piacevoli all'ascolto.
Di seguito illustrerò nel dettaglio il contenuto, soffermandomi sul motivo di alcune scelte, ma in generale si può semplificare dicendo che dal primo all'ottavo CD abbiamo una selezione di canzoni in ordine cronologico dal 1969 al 1980, e negli ultimi due ho voluto inserire tre brani già presenti in altri CD ma che tanto si sono sviluppati negli anni fino a cambiare totalmente faccia (Dazed And Confused, No Quarter e Whole Lotta Love), insieme ad una manciata di cover interessanti come pura curiosità.

CD 1 - 1969 Part 1: 50'57"


 1 - Train Kept a Rollin' (Lewisville 31.8.69): l'inizio del Chronological Live Album era già quanto di più vicino alla perfezione si potesse avere, e non potevo certo trovare di meglio. La classica apertura dei primissimi concerti con questo brano di Tiny Bradshaw già affrontato dagli Yardbirds era veramente efficace, così come lo è in questa versione in buona qualità dal Texas International Pop Festival, introdotto dall'iconico "ladies and gentleman, the Led Zeppelin!".

2 - I Can't Quit You Baby (Lewisville 31.8.69): ottima performance, ed essendo un brano in medley con il precedente era d'obbligo continuare con la stessa registrazione.

3 - Communication Breakdown (San Francisco 27.4.69): la prima di una lunga serie di brani tratti da questo leggendario concerto al Fillmore, interessante per la sua buona qualità, la lunga scaletta piena di chicche e l'incredibile performance da parte di tutti, e questa Communication Brakdown non fa eccezione.

4 - As Long As I Have You (San Francisco 27.4.69) : altro estratto dal Fillmore, cover molto estesa del brano di Bob Elgin e Jerry Ragovoy, e perfetto esempio delle primordiali e totalmente istintive improvvisazioni di questa primissima fase della band.

5 - Babe I'm Gonna Leave You (San Francisco 27.4.69): poco da dire in questo caso; se si esclude la versione alla TV danese di Marzo, questa è l'unica versione live di buona qualità audio di questo magnifico brano. E che versione.

6 - You Shook Me (Lewisville 31.8.69): si ritorna dove si è iniziato, con un'ottima versione di questo classico blues. Sono varie le versioni disponibili di questo brano, ma alla fine la scelta è ricaduta su questa, senza particolari motivi.

CD 2 - 1969 Part 2: 52'26"


1 - Killing Floor (San Francisco 27.4.69): rara registrazione in buona qualità della cover del brano di Howlin' Wolf, che poi in sostanza altro non è che The Lemon Song con nome diverso.

2 - Dazed And Confused (Toronto 18.8.69): qui purtroppo si cala un po' in termini di qualità audio, ed infatti avrei voluto trovare un'alternativa a quella che era una scelta già effettuata per il Chronological Live Album. Dopo un ascolto attento però era palese che una performance così devastante non poteva non trovare posto qui, anche a costo di un audio più confuso.

3 - How Many More Times (San Francisco 27.4.69): prima di diventare un contenitore di cover ad inizio 1970 (ruolo poi passato a Whole Lotta Love), questo brano era l'ennesimo contenitore di improvvisazioni. Questa versione in particolare supera i 20 minuti e contiene alcune delle più lucide esibizioni di istintività della band, che sfodera riff dopo riff totalmente dal nulla con una impressionante maestria.

4 - For Yor Love (LA 5.1.69): rarissima versione del brano degli Yardbirds che ben esemplifica la differenza di suono tra le due band. L'audio è un po' confuso e cavernoso, ma ne vale la pena.

CD 3 - 1970 Part 1 41'06"

1 - We're Gonna Groove (Vancouver 9.3.70): Breve puntatina a Vancouver per i primi due brani del 1970, concerto piuttosto famoso con il titolo Pure Blues e di buona qualità audio. Il brano in questione è ben noto a chi ha visto il video alla Royal Albert Hall di quell'anno (versione presente anche in Coda), e si tratta di una cover di Ben E. King usata per aprire i concerti dei primi mesi del 1970. Essendo in medley con I Can't Quit You Baby, ed essendo essa già presente nel primo volume, l'audio si interrompe in modo piuttosto brusco sul finale.

2 - What Is And What Should Never Be (Vancouver 9.3.70): un buona performance di questo brano da LZ II. Avrei potuto prenderlo da qualunque altro concerto di questo periodo, ma alla fine mi ha convinto questa versione.

3 - White Summer - Black Mountain Side (Montreux 7.3.70): Facciamo un salto ad un paio di giorni prima a Montreux, un ottimo concerto completo tra soundboard e registrazione del pubblico. In particolare qui abbiamo una bellissima versione del classico in (quasi) solitaria di Jimmy Page.

4 - Moby Dick (Montreux 7.3.70): non sono mai stato un grande fan degli assoli di batteria, ma l'inclusione di una qualche versione di Moby Dick era d'obbligo. Questa versione è presente anche nel Chronological Live Album, e l'ho tenuta sia per la buona qualità, sia per l'accettabile e non eccessiva lunghezza.

5 - Whole Lotta Love (Montreux 7.3.70): quando ancora non era una cornice per medley di cover, si tratta di una versione interessante anche per la peculiare decisione di affidare all'organo Hammond la sezione rumoristica centrale, si suppone per l'assenza di un Theremin.

CD 4 - 1970 Part 2: 46'35"


1 - Immigrant Song (LA 4.9.70): il famoso Live On Blueberry Hill è la fonte che occupa l'intero secondo volume dedicato al 1970. L'omonima canzone non è presente qui ma la troveremo nel primo volume bonus alla fine. Molte delle canzoni suonate a questo concerto si contendono la palma di miglior versione, e questa Immigrant Song di certo non delude.

2 - Heartbreaker (LA 4.9.70): come di consueto in medley con Immigrant Song, nonostante un inciampo di Page all'inizio è un'altra ottima performance.

3 - Thank You (LA 4.9.70): anche qui la scelta sarebbe potuta ricadere su numerose altre versioni, comprese quelle molto particolari con il Mellotron tra il 1972 ed il 1973, ma dovendone scegliere una più indietro possibile nel tempo, questa è più che appropriata.

4 - Since I've Been Loving You (LA 4.9.70): a parere di chi scrive la miglior versione in assoluto di questo brano. Certamente negli anni guadagnerà in maturità, e quando rientrerà in scaletta nel '77 prenderà molto da Tea For One nel modo in cui verrà suonata, ma la lancinante lucidità di questa versione è ineguagliabile.

5 - Bring It On Home (LA 4.9.70): nonostante la versione del 1972 in How The West Was Won sia quanto di più vicino alla perfezione esista, qui ci avviciniamo molto.

6 - That's The Way (LA 4.9.70): difficile trovare brutte performance di questo brano acustico, anche più in là fino al 1975, ma qui siamo su livelli decisamente alti.

7 - Bron Y Aur (LA 4.9.70): la sezione acustica del concerto si conclude con una performance più unica che rara di Page alle prese con questo breve brano acustico (da non confondere con Bron-Y-Aur-Stomp) indubbiamente proveniente dalle sessions dell'allora imminente LZ III, ma che vedrà la luce solamente in Physical Graffiti 5 anni dopo.

8 - Out On The Tiles (LA 4.9.70): brano suonato pochissime volte dal vivo, pare solamente un paio. Il riff verrà poi ripreso dapprima in Black Dog e poi in Over The Top, la Moby Dick del 1977, ma qui il brano è suonato per intero, e anche molto bene.

P.S. So benissimo che non includere i medley di Whole Lotta Love e Communication Breakdown di questo concerto è un'eresia, specialmente per la presenza di Good Times Bad Times nella seconda, ma la loro inclusione va contro i principi alla base di questa Anthology, e per ascoltare una versione di Good Times Bad Times vi rimando al decimo CD, all'interno della Whole Lotta Love del 23.9.71 a Tokyo.

CD 5 - 1971/72: 54'52"


1 - Black Dog (Tokyo 23.9.71): altra scelta già presente nel Chronological Live Album, nonostante la qualità audio della data del 23 di questo spettacolare tour giapponese (la più famosa è quella del 29) buona ma non ottima, esso contiene performance di altissimo livello, come dimostrato dal pezzo in questione.

2 - Celebration Day (Osaka 29.9.71): le versioni del 1971 di Celebration Day sono tutte a dir poco spettacolari, nonostante le pur ottime versioni del 1973. La decisione è ricaduta su questa in particolare principalmente perchè è una delle poche con il peculiare intro "a singhiozzo" di Page, e poi per la qualità audio, nonostante la voce di Plant a basso volume.

3 - Over The Hills And Far Away (LA 25.6.72): unica puntatina nel 1972 per via dei pochi brani nuovi aggiunti in scaletta in quell'anno. Certamente ci furono anche Dancing Days, Bron Y Aur Stomp e The Ocean, ma un po' per carenza di materiale del 1973, un po' per l'effettiva migliore resa di alcuni di questi brani anche solo nei primi mesi di quell'anno, ho preferito saltare il '72. Over The Hills And Far Away è l'unica eccezione, presente anche nel Chronological Live Album, in quanto seppur strumentalmente il suo apice lo raggiunga tra il '73 ed il '75, solamente nel 1972 si possono trovare versioni cantate con la melodia originale, prima della decisione di Plant di abbassarla per via dei suoi problemi alla voce. Tra l'altro questa versione è tratta da uno dei due concerti usati per compilare How The West Was Won.

4 - Going To California (Osaka 29.9.71): curiosa versione di questo classico estesa a ben 9 minuti, con lunghe sezioni strumentali atmosferiche raramente riproposte in altre occasioni.

5 - Friends (Osaka 29.9.71): poco da dire qui, in quanto pare sia l'unica volta in cui i Led Zeppelin suonarono questo brano da LZ III. L'ottima qualità audio poi non può che essere un valore aggiunto.

6 - Gallows Pole (Copenhagen 3.5.71): molto interessante questo concerto del breve tour europeo della primavera del 71, in quanto raro caso in cui si può ammirare una scaletta piuttosto inusuale. Questo brano ne è il primo esempio, riarrangiato e proposto in veste "elettrica" decisamente più spinta che su disco. L'audio è quello che è, ma ci si fa ben presto l'abitudine.

7 - Four Sticks (Copenhagen 3.5.71): altra presenza inusuale dal concerto di Copenhagen, oltretutto parecchi mesi prima dell'uscita di LZ IV. Gran bella versione, tra l'altro con un Plant impressionante che canta come in studio. Nello stesso concerto improvvisarono anche Misty Mountain Hop, ma visto il risultato non certo esaltante per via di vari errori, ho pensato di includerla nel prossimo volume in una versione del 1973.

8 - Stairway To Heaven (Tokyo 23.9.71): fa sempre strano ascoltare Stairway in una versione del 1971, quando ancora nessuno la conosceva ed era quindi accolta da un timido applauso dopo l'annuncio. Se confrontata con la versione delle BBC Sessions di qualche mese prima già si nota una maggior convinzione, ed il che rende questa versione migliore sotto vari aspetti.

9 - Rock And Roll (Osaka 29.9.71): pur non avendo la solidità di molte versioni degli anni successivi, sentire Rock And Roll cantata come in studio fa sempre un certo effetto, oltretutto in una qualità audio a dir poco ottima.

CD 6 - 1973: 44'39"


1 - The Song Remains The Same (Seattle 17.7.73): che il concerto di Seattle sia uno dei migliori del tour americano è fuori da ogni dubbio, ed è quindi ovvio che qualche estratto arrivi da lì. Nel Chronological Live Album è stata usata una registrazione del pubblico, mentre io ho preferito ripiegare sul soundboard che, nonostante il volume del basso eccessivamente alto ed un comprensibile calo del senso di immersione ed atmosfera, regala una chiarezza decisamente maggiore. Questa versione di The Song Remains The Same ha ben poco da invidiare a quella pubblicata ufficialmente nell'omonimo album live.

2 - The Rain Song (Seattle 17.7.73): discorso identico a quello per la canzone precedente, ed in quanto si tratta di brani suonati senza pausa, comprensibilmente si rimane anche qui a Seattle.

3 - Misty Mountain Hop (Seattle 17.7.73): ultimo brano dal concerto di Seattle. Qui avrei potuto scegliere molteplici versioni, ma la potenza di questa in particolare mi ha colpito. Ovviamente essendo in medley con Since I've Been Loving You, ho dovuto tagliare il finale in modo piuttosto brusco, in quanto il suddetto brano è già presente altrove.

4 - Dancing Days (Munich 17.3.73): ci voleva almeno un brano a rappresentare l'ottimo tour europeo di Marzo '73, nonostante esso sia ricordato principalmente per le incredibili versioni di Dazed And Confused. Il suono è un po' confuso, ma la performance è ottima.

5 - Bron Y Aur Stomp (Stoke 15.1.73): non è stato facile trovare una versione di questo brano in buona qualità audio prima del 1975. Questa onesta versione serve anche a rappresentare il curioso tour britannico a cavallo tra '72 e '73.

6 - No Quarter (Mobile 13.5.73): brano già presente nel Chronological Live Album. Nonostante negli anni raggiungerà poi lunghezze importanti (vi rimando al CD 10 per questo), l'atmosfera di queste prime versioni dal vivo decisamente più focalizzate, non distanti da quella poi finita in The Song Remains The Same, è decisamente interessante.

7 - The Ocean (San Francisco 2.6.73): dal famoso concerto allo stadio Kezar alla luce del giorno da cui è tratta la foto di Plant con la colomba, una bella e potente versione di un brano di solito suonato sporadicamente come bis finale.

CD 7 - 1975: 54'14"


1 - Sick Again (Seattle 21.3.75): ci deve essere qualcosa nell'aria di Seattle, dato che ad ogni tour i concerti effettuati lì sono tra i migliori in assoluto (escludendo il 1977). Sick Again era di solito suonata senza stacchi dopo l'apertura di Rock And Roll, e nonostante sia difficile trovare una versione perfetta, questa l'ho trovata molto buona.

2 - In My Time Of Dying (Baton Rouge 28.2.75): scelta già effettuta nel Chronological Live Album ma su cui non possono esserci dubbi. Nonostante la voce di Plant non sia al massimo, come in gran parte del 1975, l'atmosfera e la rabbiosa carica con cui affrontano questo chilometrico blues è qualcosa che raramente sono riusciti ad eguagliare.

3 - Tangerine (Earls Court 24.5.75): brano già suonato live nel 1971 e 72 in acustico, venne curiosamente ripescato nella serie di concerti ad Earls Court nel 1975. Il motivo della scelta di questa versione è nel bell'arrangiamento elettrico con tanto di assolo in slide di Page. Una gran bella versione che perde solamente i cori, per qualche motivo non presenti nella registrazione (nonostante sia Page che Bonham stessero effettivamente cantando).

4 - When The Levee Breaks (Brussels 12.1.75): le scalette di inizio '75 erano molto particolari, con l'aggiunta di questo classico da LZ 4, la novità The Wanton Song ed il ripescaggio di How Many More Times al posto di Dazed And Confused. La frattura al dito di Page avrà sicuramente influito su queste scelte. Questi brani verranno portati avanti per poche date ad inizio tour, prima di essere definitivamente cestinati. E nonostante molti avrebbero puntato su una qualche versione delle date di Chicago di poco successive a quella in questione, la qualità audio e la generale buona performance mi ha fatto propendere verso questa primissima data "warm up". Certamente siamo di fronte ad un brano che, nonostante il potenziale, non ha mai reso al massimo live; ma si tratta comunque di un ascolto interessantissimo.

5 - The Wanton Song (Brussels 12.1.75): rimaniamo nello stesso concerto per un altro brano suonato pochissime volte. Il motivo principale di questa mia scelta è semplicemente la voce di Plant, quanto di più vicino alla versione in studio in questa fase "pre-influenza".

6 - Kashmir (Baton Rouge 28.2.75): potentissima versione di questo brano, nonostante nel '75 Plant ometta di cantare le ultimissime parti del crescendo, cosa che farà solamente dal 1977.

7 - Trampled Underfoot (Earls Court 24.5.75): nonostante parte di questa registrazione sia finita nel DVD ufficiale del 2003 e qui si senta pochissimo il clavinet di Jones, rimane senza dubbio una delle migliori versioni del 1975, con uno spettacolare assolo di Page e Plant che cita Gallows Pole verso la fine.

8 - The Crunge (Seattle 21.5.75): brano solitamente improvvisato all'interno di Whole Lotta Love, non potendo includere l'intero brano in questione si tratta di un estratto in cui è presente solamente la sezione di The Crunge. Si sente che c'è molta istintività, ed infatti rimane in sostanza un'improvvisazione, ma non essendoci versioni suonate per intero più seriamente, la scelta è ricaduta su questa (nonostante non sia l'unica di questo tour).

CD 8 - 1977/80: 57'08"


1 - Nobody's Fault But Mine (LA 21.6.77): dal classico concerto famoso con il nome "Listen To This Eddie, primo di una serie di date losangeline, molte registrate da Mike Millard, una potente versione di questo bel brano da Presence.

2 - Ten Years Gone (23.6.77): salto in avanti di un paio di giorni per una versione molto lucida ed intensa di questo brano mai abbastanza apprezzato. Purtroppo Page nel 1977 ha perso molta della sua destrezza, ed è quindi difficile trovare versioni solide di questo o di quel brano, ma qui c'è veramente poco da dire a riguardo. Ottima dimostrazione della Telecaster con il b-bender tra le altre cose.

3 - Black Country Woman (LA 21.6.77): di solito suonato parzialmente come introduzione a Bron y Aur Stomp, qui per forza di cose si interrompe bruscamente sul finale. Ovviamente è un peccato non averne versioni suonate per intero, vista soprattutto l'ottima resa.

4 - The Battle Of Evermore (LA 27.6.77): senza dubbio uno dei ripescaggi più interessanti effettuati nel controverso tour del 1977. Nonostante sia affossata dalla decisione di relegare John Paul Jones nel ruolo di voce di supporto al posto di Sandy Denny, vanta comunque un bell'arrangiamento con anche Bohnam al tamburello. Ottima performance di Plant.

5 - Achilles Last Stand (23.6.77): senza dubbio uno dei brani più difficili da riprodurre dal vivo con solamente tre strumenti ed una voce. Page è forse colui che ne risente più di tutti, costretto a selezionare con cura le parti da suonare lasciandone fuori molte altre, e uscendone sempre un po' incerto e con varie sbavature. Oltretutto nel '77 c'era questa costante tendenza a suonare questo brano a velocità assurde, che non aiutava. Nel '79 e nell'80 questa tendenza sparirà, pur al costo della perdita di molta della carica furiosa presente in questo tour. Questa versione in particolare è tra le più solide insieme a quella del 21.6 e a quelle del 30.5 a Landover e del 22.5 a Fort Worth.

6 - Hot Dog (Knebworth 4.8.79): salto in avanti di due anni ai leggendari e altalenanti concerti di Knebworth con un unico estratto. Non certo uno dei brani più memorabili della carriera dei Led Zeppelin, ma una onesta performance dal sapore country.

7 - In The Evening (Copenhagen 24.7.79): piccolissimo passo indietro al secondo dei due "warm up concerts" in vista di Knebworth per un'ottima performance di uno dei brani migliori di In Through The Out Door. Occasione per Page di divertirsi con la Stratocaster.

8 - All My Love (Frankfurt 30.6.80): breve puntatina al breve ed incostante ultimo tour europeo del 1980 con una buona performance di questo bel brano. Page fa il compitino, ma Jones sfodera la sua solita impeccabile solidità. Si sente però che non sono più i Led Zeppelin anche solo di 3 anni prima.

9 - Money (Frankfurt 30.6.80): pareva brutto chiudere con un solo brano del 1980, ed ecco quindi, sempre da Francoforte, una deflagrante cover di Money di Barrett Strong. Credo non ci sia modo più appropriato di chiudere questa sezione cronologica dell'Anthology che con dei Led Zeppelin dal sapore squisitamente punk.

CD 9 - Bonus Disk 1: 70'27"


1 - Dazed And Confused (LA 27.3.75): ho pensato che fosse doveroso dare una rappresentanza a quei brani che negli anni hanno più cambiato la loro forma con improvvisazioni e medley vari, e la prima non poteva non essere Dazed And Confused. Nonostante sia fuori da ogni dubbio il fatto che strumentalmente il picco lo si sia raggiunto nel 1973 (in date come Vienna e Essen a Marzo o Seattle a Luglio), volevo trovare una versione veramente diversa, abbastanza da giustificarne l'inclusione. Ed è per questo che ho pensato al 1975, con la scelta ridotta tra la mia preferita in assoluto, Earls Court 24.5, la seconda in classifica, Seattle 21.3, e quella che ho poi scelto. Anche solo per i suoi ben 45 minuti di lunghezza, la comunque buona qualità audio (almeno per il 98%, se si esclude un taglio con fonte audio alterativa), la rarità di sentire Plant improvvisare il testo di Old Man dei Love nella sezione "San Francisco" o "Woodstock". Insomma forse non la migliore in assoluto, ma un perfetto esempio del percorso sonoro fatto in sei anni dalla versione presente nel secondo CD.

2 - It'll Be Me (Forth Worth 22.5.77): dopo cotanta megalomania credo sia appropriato alleggerire un po'. Ed è per questo che ho riservato al CD successivo le altre due tracce più lunghe e ho deciso di includere una manciata di interessanti cover, precedentemente escluse, nello spazio rimanente in questo volume. La prima è una bella cover del classico di Jerry Lee Lewis suonata come bis a Fort Worth nel 1977 con Mick Ralphs dei Mott The Hoople come ospite.

3 - Stand By Me (Osaka 9.10.72): un classico, poco da aggiungere. Si sente che si tratta di una versione improvvisata, ma non ha importanza. La registrazione è del pubblico, quindi non di massima qualità, ma è l'unica esistente.

4 - Only The Lonely (Seattle 19.6.72): di qualità audio ancora peggiore, ma un ascolto irrinunciabile e divertente. Siamo all'interno del consueto medley di Whole Lotta Love, e Plant decide di iniziare a cantare questo pezzo di Roy Orbison, con gli altri che si arrabattano cercando di seguirlo, tra cui anche un esilarante Bonham ai cori.

5 - Blueberry Hill (LA 4.9.70): il concerto in questione l'abbiamo già incontrato precedentemente, e siccome questa cover, che gli dà il titolo, non ha trovato posto là... Si tratta di un altro caso, insieme a As Long As I Have You, di cover realizzata talmente bene che ci si chiede come mai non sia mai stata pubblicata ufficialmente.

6 - Sitting And Thinking (San Francisco 27.4.69): torniamo al già ampiamente ascoltato concerto al Fillmore del 27 Aprile 69 con uno standard blues molto simile a I Can't Quit You Baby (motivo per cui non l'ho aggiunto precedentemente), ma che contiene alcuni impressionanti passaggi di Page che ne giustificano da soli la presenza.

CD 10 - Bonus Disk 2: 71'04"


1 - No Quarter (LA 23.6.77): un altro brano che negli anni è cambiato molto e si è ampliato a dismisura, diventando occasione per John Paul Jones di cimentarsi in lunghi assoli di piano tra il classico, il jazz ed il boogie. Indubbiamente nel '77 si è raggiunto l'apice in questo senso, con versioni comprendenti anche Nutrocker, e lunghe jam in cui anche Page e Bonham prendevano strade ogni volta diverse. Questa versione è senza dubbio una delle più riuscite, e la sua mezz'ora di durata scorre via che è un piacere.

2 - Whole Lotta Love (Tokyo 23.9.71): brano conclusivo scelto a rappresentare i sempre divertenti medley che negli anni hanno trovato spazio all'interno di esso. Qui veramente c'è l'imbarazzo della scelta, e praticamente qualunque versione tra la seconda metà del 1970 ed il 1973 è degna di interesse. La scelta è ricaduta su questa in particolare in quanto probabilmente una delle versioni più lunghe: siamo sui 38 minuti. Al suo interno troviamo Let That Boy Boogie, Hello Mary Lou, Mess Of Blues, I'm A Man, Tobacco Road, Good Times Bad Times, How Many More Times e You Shook Me. La qualità audio non sarà il massimo, ma reputo il tutto discretamente ascoltabile.

Ed è tutto. Ci sono brani che non ho incluso (escludendo le già citate cover) tra cui Night Flight, The Rover e Carouselambra, tutte suonate solamente nelle prove o nei soundcheck e mai portate in concerto (The Rover ha trovato poi posto come breve introduzione a Sick Again nel '77, ma essendo un breve frammento strumentale ed avendo già incluso Sick Again nel 1975, non aveva senso includerla).
Aggiungo che chiunque sia interessato ad avere questo bootleg (che ripeto, è fatto molto "alla buona") me lo può far sapere commentando qui sotto o scrivendomi sulla pagina Facebook che trovate a lato, ed io lo renderò disponibile per il download in mp3 (sì, lo so che tutti vogliono il flac, ma con l'internet che mi ritrovo ci vorrebbero settimane per caricarlo). Il mio consiglio però è, se siete appassionati quanto il sottoscritto, quello di provare voi stessi a creare qualcosa di simile.
Per trovare i singoli bootleg consiglio di fare un giro su:
http://longliveledzeppelin.blogspot.com/ o http://starship.jpn.ph/zeppelin/beauty/

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