venerdì 25 gennaio 2019

Toto - Live at Estathè Market Sound, Milano, 03/07/2015 - Recensione

Tempo fa iniziai una sorta di "serie" con l'intenzione di recensire tutti i concerti a cui ho assistito, ed ero pian piano arrivato al 2011. Ora, leggendo il titolo qui sopra uno si potrebbe chiedere se io non abbia visto alcun concerto tra il 2011 ed il 2015, ed in effetti ne ho visti. Recentemente però mi è capitato di ascoltare un bootleg di questo specifico concerto, e ciò ha finito per risvegliare in me svariati ricordi di quella serata, portandomi alla decisione di fare un salto temporale e di parlarne ora.
L'Estathè Market Sound era un bel posto attrezzato per i concerti a Milano, con due palchi, uno grande ed uno piccolo, e varie bancarelle e stand per cibo e bevande. Purtroppo oggi non esiste più, in quanto in Italia ogni cosa che abbia a che fare con ambiti artistici e/o culturali è destinata inevitabilmente a soccombere alla morente cultura che ormai caratterizza il nostro "Bel (una volta forse) Paese".
Inutile dire che le ore di attesa in piedi sull'asfalto ad inizio Luglio non sono certo un'esperienza piacevole, ma per fortuna passarono abbastanza velocemente, grazie anche al soundcheck che ci intratteneva (ricordo distintamente una Hydra, all'epoca non in scaletta). Il caos per entrare fu memorabile, vista la decisione di mettere in vendita biglietti a due fasce di prezzo, di cui la più alta permetteva l'entrata mezz'ora prima degli altri; vi lascio immaginare il casino creato nell'unica entrata disponibile. Ovviamente noi avevamo i biglietti più economici, ma pur essendo entrati dopo, grazie anche all'indole poco agguerrita di coloro che erano entrati prima, ci siamo aggiudicati una posizione tutto sommato buona. La polverosa ghiaia ci impediva di passare le altre ore di attesa seduti senza diventare più grigi di un alessandrino, ma decisi di correre comunque il rischio. Ricordo poi che in una sorta di palazzo a lato della zona del concerto ad un certo punto si affacciarono proprio i Toto, che ci salutarono mentre un non riconosciuto Lenny Castro era sul palco a mettere a posto le percussioni (seriamente, penso di esser stato l'unico a riconoscerlo).
L'attesa passa, e la musica introduttiva accompagna la loro salita sul palco, prima dell'assalto iniziale con l'allora nuova Running Out Of Time. Il suono è perfetto, ed oserei dire senza alcun dubbio che sia stata la miglior resa audio tra tutti i concerti a cui ho assistito (e anche il bootleg e i video della serata lo testimoniano). La band è particolarmente numerosa, e tra i consueti coristi Mabvuto Carpenter e Jenny Douglas (ora non più in formazione) e l'allora new entry Shannon Forest alla batteria (più affine a Jeff Porcaro che a Simon Phillips), ci sono Steve Lukather, David Paich, Steve Porcaro, Joseph Williams, Lenny Castro e David Hungate, bassista nei primi quattro album dei Toto. Segue I'll Supply The Love in cui Joseph non fa troppo rimpiangere Bobby Kimball, specialmente se si considera come canta ultimamente quest'ultimo. Sono vari i brani dell'allora nuovo album Toto XIV sparsi nella scaletta: una potentissima Burn, Holy War, la puntatine in territori prog di Great Expectations, ed una versione mozzafiato di Orphan, estesa da un ottimo assolo di Lukather ed una coda in cui Joseph Williams dà il suo meglio: nettamente superiore alla versione in studio. Non mancano ovviamente i brani più famosi come I Won't Hold You Back, Hold The Line trasformata in duetto tra Williams e Jenny Douglas, Rosanna e Pamela con le lunghe jam finali e l'onnipresente Africa in chiusura. Quest'ultima poi ha "vantato" la presenza di George Clooney sul palco per un breve momento, invitato dall'amico Lukather: il bello è che sul momento ben pochi si sono accorti di chi fosse quando si è avvicinato al microfono insieme ad un altro tizio, ed io stesso l'ho poi scoperto il giorno dopo leggendo ovunque la notizia. Personalmente ho poi apprezzato la presenza di brani meno noti in scaletta, come la potente Never Enough, l'emozionante The Road Goes On, la coinvolgente Stranger In Town, con un Paich che guadagna i riflettori andando avanti e indietro per il palco lontano dalle sue tastiere, Takin' It Back con Steve Porcaro alla voce, il riuscitissimo medley On The Run/Child's Anthem/Goodbye Elenore come primo bis... Indubbiamente però l'highlight della serata è stato un altro medley, quello con la ballata Without Your Love e la hendrixiana Little Wing. Ok, quest'ultima è forse uno dei brani più abusati da ogni chitarrista che voglia mettersi un minimo in mostra, ma qui stiamo parlando di Steve Lukather, non di uno qualunque. Cinque minuti abbondanti di assolo che hanno lasciato praticamente tutti a bocca aperta.
In definitiva, la scaletta fu la seguente:
Running Out of Time
I'll Supply the Love
Burn
Stranger in Town
I Won't Hold You Back
Hold the Line
Takin' It Back
Never Enough
Pamela
Great Expectations
Without Your Love/Little Wing
Holy War
The Road Goes On
Orphan
Rosanna
On the Run/Goodbye Elenore
Africa

I Toto li vidi in concerto già nel 2011, in una formazione leggermente diversa (con Simon Phillips e Nathan East al posto di Shannon Forest, Lenny Castro e David Hungate), e seppure già allora avessi apprezzato molto il concerto, qui la band si è dimostrata in una fase di continua crescita. I brani nuovi non sfiguravano affatto in scaletta, pur significando l'esclusione di altri ben più noti, Stop Loving You su tutti, ed in quanto a performance e resa audio credo fermamente che, ad oggi, sia il miglior concerto che io abbia mai visto. Altri hanno magari potuto vantare una miglior presenza scenica, qualche effetto visivo in più, ma se parliamo strettamente di musica loro per me rimangono imbattibili.



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