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lunedì 28 dicembre 2020

Queen - Live in Long Beach (Dec. 20 1977) Mike Millard Master - Recensione


Mike Millard non ha bisogno di presentazioni per chi ha una vaga conoscenza del mondo dei bootleg, ma per chi non lo conoscesse, basti dire che è stato artefice di alcune delle registrazioni di concerti più leggendarie degli anni '70 e non solo, tutti registrati a grandi linee nell'area di Los Angeles. 
Basti nominare Listen To This Eddie dei Led Zeppelin, registrato il 21 Giugno 1977 al Forum di LA per avere un'idea dell'impressionante qualità sonora delle sue registrazioni. Lui è purtroppo venuto a mancare anni fa, ma nell'ultimo anno c'è chi è riuscito a metter mano, con il permesso della madre, su una gran quantità di suoi nastri rimasti inediti fino ad ora. Si va da concerti già noti di qualità migliore, avendo ora a disposizione i nastri originali (finora le versioni diffuse erano copie di copie, e si sa quanto cali la quantità ad ogni ulteriore copia di un nastro), a concerti effettivamente mai ascoltati prima. Ed è il caso di questo concerto del 20 Dicembre 1977 a Long Beach dei Queen, impegnati nel loro tour a supporto di News Of The World. Già avevamo a disposizione un'ottima registrazione di quel periodo, tra l'altro da mixer ed anche in video, quella di Houston dell'11 Dicembre, ma questo nuovo concerto ha parecchi punti di interesse anche per chi già conosce Houston. 

La scaletta è sostanzialmente la stessa, a sua volta purtroppo orfana di due nuovi brani suonati in quel periodo, Spread Your Wings e It's Late, ma con in più rispetto a Houston la reprise del finale di Prophet's Song, suonata dopo il canonico assolo di Brian dopo White Man (a Houston invece ci attaccarono subito Now I'm Here). Il resto della scaletta è sostanzialmente identica, con l'esordio dei classici We Will Rock You (suonata parziale all'inizio seguita dalla versione "rock" e poi di nuovo alla fine) e We Are The Champions, oltre alla magnifica My Melancholy Blues, una breve versione di Sheer Heart Attack ad introdurre le ultime apparizioni del medley rock n' roll come bis finale, e l'entrata della poi importantissima Love Of My Life suonata nel set acustico. 
Se da una parte Houston vanta una qualità sonora migliore, ci troviamo comunque di fronte ad una delle migliori registrazioni del pubblico in assoluto, con ogni strumento ben evidente ed una resa chiara, potente e piacevole all'ascolto. E se ad Houston Brian ebbe non pochi problemi tecnici (da corde rotte a veri e propri errori nel suonare alcune parti), qui ci regala un'ottima performance, così come le solite "rocce" Taylor e Deacon, ma chi brilla veramente di una luce accecante qui è Freddie. Se Houston ha una performance particolarmente solida e "pulita", a Long Beach viene tolto qualche freno in più, abbandonando più volte il suo noto approccio "conservatore" nella scelta delle note da cantare, e andando a tentare di raggiungere picchi vocali per lui rari in concerto. Purtroppo i suoi noti problemi con i noduli alle corde vocali portano la voce a rompersi in alcuni di questi casi, ma la carica e l'audacia rara dimostrata qui è abbastanza per rendere questo concerto uno dei più eccitanti e coinvolgenti in assoluto, non solo di quest'epoca. Se si vuole un esempio di ciò, basti ascoltare la prima sezione dei Bohemian Rhapsody, che vanta un'intensità che quasi supera la versione in studio, ma gli esempi sarebbero veramente tanti, in quanto ogni brano è suonato e cantato in modo magistrale. 
E chissà se Millard ha registrato anche la leggendaria ultima data di quell'anno di due giorni dopo?
Insomma è forse preoccupante se, per chi scrive, un bootleg del 1977 risulta essere una delle uscite più interessanti di questo 2020, ma che ci possiamo fare? 
Se siete fan dei Queen ascoltatevelo, non ve ne pentirete.
La scaletta è la seguente: 

1. We Will Rock You (Slow) 
2. We Will Rock You (Fast) 
3. Brighton Rock 
4. Somebody to Love 
5. Death On Two Legs 
6. Killer Queen 
7. Good Old-Fashioned Lover Boy 
8. I'm In Love With My Car 
9. Get Down, Make Love 
10. The Millionaire Waltz 
11. You're My Best Friend 
12. Liar 
13. Love of My Life 
14. '39 
15. My Melancholy Blues 
16. White Man 
17. Vocal Improv 
18. Guitar Solo 
19. The Prophet's Song (Reprise) 
20. Now I'm Here 
21. Stone Cold Crazy 
22. Bohemian Rhapsody 
23. Keep Yourself Alive 
24. Tie Your Mother Down 
25. We Will Rock You
26. We Are the Champions 
27. Sheer Heart Attack 
28. Jailhouse Rock 
29. God Save the Queen 


lunedì 20 aprile 2020

Queen - Live at the Inglewood Forum, LA, 02.03.1977 (Bootleg) Recensione

È incredibile come a distanza di più di quarant'anni ancora possano spuntare dal nulla registrazioni di tale importanza ed interesse. Eppure così è, ed in questo specifico caso veniamo trasportati nel mezzo del tour americano dei Queen a supporto di A Day At The Races, precisamente nella seconda data consecutiva al Forum di Inglewood, il 3 Marzo 1977.
Questa particolare registrazione è decisamente degna di nota soprattutto visto che è ad opera del leggendario Mike Millard. Non sto a raccontarvi la sua storia nel dettaglio, ma basti dire che il suo nome viene ricordato grazie ad una discreta quantità di registrazioni di ottima qualità di concerti nell'area di Los Angeles a partire dal 1972 per arrivare ai primi anni '90. 
Alcuni dei più famosi bootleg dei Led Zeppelin e dei Pink Floyd, ad esempio, sono opera sua (il famoso Cruel But Fair del 26 Aprile '75 per i Floyd e niente meno che Listen To This Eddie del 21 Giugno '77 dei Led Zeppelin, giusto per citarne un paio), e l'ottima qualità era ottenuta grazie allo stratagemma di presentarsi ai concerti in sedia a rotelle con nascosta l'apparecchiatura di registrazione ed i microfoni piazzati nel cappello. Per chi vuole saperne di più:

Purtroppo Millard si tolse la vita nel 1994, e pare non fosse troppo contento della diffusione di queste registrazioni. Recentemente però un suo amico ha avuto accesso a molti dei nastri originali per la prima volta, e proprio negli ultimi mesi stanno uscendo nuove registrazioni o versioni migliori di altre già diffuse, ed eccoci arrivati a questa dei Queen.
Da sempre si specula sul fatto che Millard avesse o meno registrato i Queen, senza mai avere conferma, fino ad oggi. La speranza è che non sia l'unica registrazione, ed in molti sperano nell'esistenza di una sua registrazione del leggendario concerto del 22 Dicembre '77, sempre ad Inglewood, ma staremo a vedere. 

Quello che abbiamo è però decisamente importante, sia vista la carenza di registrazioni di questa qualità dei Queen (i quali non hanno mai avuto una rilevanza pari, ad esempio, a quella dei Led Zeppelin nel mondo dei bootleg), sia perchè questo particolare tour non ha mai avuto molta considerazione. Vuoi per la non ottimale forma vocale di Mercury, vuoi per l'assenza di buone registrazioni oltre a quella di Seattle del 13 Marzo, vuoi per la presenza del filmato di Earl's Court di Giugno che sposta l'attenzione al di poco successivo tour europeo, di fatto quel tour americano di inizio '77 è un po' dimenticato. 
La registrazione inizia durante il primo pezzo, Tie Your Mother Down, tagliandone purtroppo l'inizio in quanto Millard arrivò in ritardo al concerto, e tempo un paio di brani l'audio raggiunge un bilanciamento ed una chiarezza rare per una registrazione del pubblico, quasi al pari dell'inarrivabile Boston '76. 
La scaletta è una perfetta via di mezzo tra il famoso concerto di Hyde Park dell'anno precedente e quello di Earl's Court di qualche mese dopo, comprendendo sia le nuove Somebody To Love, The Millionaire Waltz e White Man, sia una delle migliori e più concitate versioni di Sweet Lady, brano notoriamente difficile da far rendere live e qui ad una delle migliori versioni in assoluto. 
Qui di seguito la scaletta:
  1. Tie Your Mother Down
  2. Ogre Battle
  3. White Queen
  4. Somebody To Love
  5. Killer Queen
  6. The Millionaire Waltz
  7. You’re My Best Friend
  8. Bring Back That Leroy Brown
  9. Sweet Lady
  10. Brighton Rock
  11. ’39
  12. You Take My Breath Away
  13. White Man
  14. The Prophet’s Song
  15. Bohemian Rhapsody
  16. Stone Cold Crazy
  17. Keep Yourself Alive
  18. Liar
  19. In the Lap of the Gods…Revisited
  20. Now I’m Here
  21. Rock and Roll Medley (incl. Hey Big Spender and Jailhouse Rock)
  22. God Save the Queen

Tutta la band suona con una carica ed una precisione assolute, compreso Freddie che, nonostante il periodo difficile per la sua voce, ci regala una performance solida e a tratti rabbiosa, facendoci dimenticare il concerto di Seattle di dieci giorni dopo. 
Senza scendere in un dettagliato ma tedioso track-by-track, basti dire che siamo di fronte ad uno dei migliori bootleg dei Queen non solo di questo tour, non solo di quell'anno, ma almeno degli anni '70, entrando di diritto in un'ipotetica e personalissima top 3 insieme a Budokan 1975 e Boston 1976.  
In attesa di possibili altre sorprese, abbandoniamoci a quasi due ore di goduria per i fan di quest'epoca dei Queen. 

Una piccola curiosità: quello stesso giorno, prima del concerto, i Queen incontrarono Groucho Marx a casa sua per un tè, il quale li aveva invitati per conoscerli in quanto i due album precedenti della band avevano preso il titolo da due film dei fratelli Marx. Groucho cantò loro una canzone e chiese a loro di fare lo stesso, e dopo una serie di scuse dettate dalla soggezione, improvvisarono una versione di '39. I Queen gli donarono una giacca del tour e un disco d'oro per ringraziarlo dell'ispirazione, e fu una fortuna la decisione di realizzare questo incontro proprio durante il tour in questione, in quanto Goucho morì tristemente a distanza di pochi mesi.