venerdì 6 marzo 2026

EPiC: Elvis Presley in Concert (Recensione film e colonna sonora)


Dopo molto tempo riesumo questo mio vecchio blog per scrivere due parole su questo film diretto da Baz Luhrmann uscito nelle sale, in Italia, il 5 Marzo 2026, e che ho avuto il piacere di vedere proprio in questa data. 
Iniziamo subito dicendo che, come dice il trailer, non è un documentario, non è un film concerto, non si sa bene cosa sia, é forse un misto di tutte queste cose, ma non è nessuna delle due, perlomeno non nel modo convenzionale in cui queste due forme vengono solitamente rappresentate. 

Luhrmann, a quanto pare, durante la realizzazione del biopic "Elvis" uscito nel 2022, ha avuto accesso a molti filmati d'archivio, da concerti a prove fino a filmini casalinghi, e da lì pensò di ricavarne un ulteriore film, ed "EPiC" è il risultato. 

Il focus del film sono proprio le performance dal vivo, con particolare enfasi sugli anni '70 e il ritorno sulle scene dopo un decennio dedicato ai tanto discussi film. La parte del leone la fanno i filmati delle due stagioni di concerti già rappresentate dai film "That's The Way It Is" (Agosto 1970 all'International Hotel di Las Vegas) e "Elvis On Tour" (quattro date in varie località nell'Aprile 1972), unite a relative prove in studio, sul palco con coristi e band allargata, e scene di backstage. Se da un lato è vero che alcuni di questi filmati già erano presenti nei due film citati, va comunque detto che la quantità di nuovi spezzoni mai visti prima (perlomeno in questa qualità), sia dal palco che, soprattutto, dalle prove, è alquanto sostanziosa. 

Narrativamente il film utilizza la voce di Elvis stesso per raccontare non proprio una biografia, quanto una panoramica su di lui, sul suo personaggio, la sua immagine, le sue ispirazioni, con anche riflessioni di vario tipo, come sull'esibirsi dal vivo davanti ad un pubblico e ciò che rappresenta per lui, il tutto accompagnato non solo da immagini di concerti anni '70, ma anche da famosi spezzoni di esibizioni degli anni '50 (compreso il famoso filmato con la giacca dorata) magnificamente restaurati, apparizioni televisive, filmini casalinghi in 8mm e tanto altro.
E proprio su questo aspetto ho apprezzato, viste le diversissime fonti dei filmati utilizzati, la scelta di mantenere il rapporto di aspetto originale di ogni filmato, senza tagli o "stretchamenti" di alcun tipo (insomma se i video dei concerti sono in 21:9 rimangono così, con barre nere sopra e sotto, se invece un filmato in 8mm casalingo è in 4:3 rimarrà a sua volta così, con barre nere laterali). In tutto ciò la qualità video, indipendentemente dalla fonte del filmato, è sempre di altissima qualità, ed è sicuramente uno dei punti di forza principali di "EPiC". 

Il film è un martellamento continuo e senza sosta, nel miglior senso possibile del termine. Sono poche le performance mostrate per intero, e spesso si salta avanti o indietro nel tempo o in luoghi diversi, e se normalmente questo aspetto mi avrebbe dato fastidio (di solito apprezzo maggiormente i video di intere performance), qui è utilizzato a vantaggio del ritmo generale del film, che non accenna mai a rallentare, e anzi ben rappresenta diversi aspetti di Elvis stesso e le sue interazioni con la magnifica TCB band. Si prenda ad esempio (spoiler) la performance di Polk Salad Annie, in cui si alternano i filmati di due prove e di almeno due concerti diversi, con relativo audio, tutti all'interno della stessa unica esecuzione, assecondando anche le differenze di tempo tra le versioni (un ottimo lavoro in sede di mix audio, ma sull'audio in generale ci torno più avanti nel dettaglio). Discorso simile per Love Me, in cui si parte addirittura dall'Ed Sullivan Show negli anni '50 per poi saltare prima al 1972 e poi al 1970 per la conclusione. E proprio Love Me nel 1970, o meglio la sua conclusione, è tratta da una rara occasione in cui Elvis si accompagna alla chitarra seduto su uno sgabello, una sezione di concerto del "midnight show" del 12 Agosto 1970, uno degli show più celebrati della sua carriera anche grazie a questa sezione in cui suona anche Little Sister/Get Back e Are You Lonesome Tonight?, entrambe presenti in EPiC in parti diverse del film. 
In tutto ciò Elvis stesso è sempre al centro dell'attenzione, con largo spazio al suo senso dell'umorismo, sia su che giù dal palco, alla sua leggendaria presenza scenica, ma anche e soprattutto alle sue doti di "direttore" della TCB band, nelle molteplici occasioni in cui dà indicazioni per stacchi, cambi di dinamica e finali dei brani (emblematica in questo senso la sezione in cui ci si focalizza sul finale di Burning Love). 

Ci sono poi casi in cui la "narrazione"  parlata di Elvis e i brani si intrecciano l'un l'altro, laddove uno specifico brano sembra "commentare" ciò che viene affermato poco prima a parole, come ad esempio (altro spoiler), nel momento in cui parla della morte di sua madre mentre era a militare, e poco dopo parte la sezione finale di Twenty Days And Twenty Nights in cui Elvis canta ripetutamente "how I miss her", e seppure il brano non c'entri nulla con l'argomento in questione, cinematograficamente parlando si capisce il senso della scelta, ma è solo uno di tanti esempi del genere.
In altri casi poi, oltre alle numerose performance live, si utilizzano sia brani in studio (come la Devil In Disguise nello spezzone dedicato al colonnello Parker), ma anche remix e mashup, i quali, seppur a volte artisticamente discutibili per i fan più accaniti, sono tuttavia in linea con lo stile di Luhrmann stesso, oltre che un ovvio tentativo di portare la musica di Elvis ai nostri tempi, nonostante le performance live siano lì a dimostrare quanto ciò non sia così necessario, in quanto esse bastano e avanzano, ma tant'è.

Qualche parola va doverosamente spesa sul comparto audio, generalmente di altissima qualità, con nuovi mix e tanta carne al fuoco, tra scelte obbligate e decisioni un po' particolari. Ci sono casi, infatti, in cui è evidente un lavoro di "modernizzazione" e pulizia del suono, con risultati generalmente buoni, a tratti ottimi, ma a volte un po' discutibili. Con "modernizzazione" non intendo solamente i già citati remix a mashup, ma proprio l'atto di prendere le tracce originali dei singoli strumenti e manipolarle, spesso con compressioni varie ed equalizzazioni, per renderle più "potenti", ed è proprio ciò che succede spesso, ad esempio, con la batteria di Ronnie Tutt, soprattutto (ma non solo), nei momenti in cui il suo strumento è più in risalto; infatti, in particolare nei brani Tiger Man e Suspicious Mind, laddove Tutt si conquista spazio con le sue magnifiche rullate, si nota un evidente stacco tra la stereofonia della normale traccia live e le rullate stesse che non solo aumentano di volume, ma vengono distribuite tridimensionalmente intorno allo spettatore per poi ritornare alla stereofonia, con un risultato sì spettacolare, ma al costo di uno "stacco" sonoro piuttosto evidente e netto. 

Caso diverso quello del frammento di Oh Happy Day, originariamente una registrazione di bassissima qualità tratta da delle prove del 1970, qui riportata ad una qualità audio e video impressionante, al costo, però, di dover riregistrare interamente la base strumentale e i cori ed utilizzare solamente la voce di Elvis isolata dalla registrazione originale; così su schermo vediamo dei musicisti suonare ma ne sentiamo altri. Qui alternative realistiche non ce n'erano, e il risultato è ottimo, quindi è sì storicamente inaccurato, ma non ce ne si può certo troppo lamentare.
Il film si chiude con l'uscita di scena di Elvis a fine concerto e una poesia a lui dedicata di Bono, forse la parte che meno ho apprezzato del film, trovandola un po' pretenziosa e fuori posto, in quanto non certo necessaria per chiudere il tutto.

Insomma, alla fine Baz Luhrmann, a parere di chi scrive, ha fatto un egregio lavoro di reinvenzione della ruota, utilizzando sì filmati nuovi ma già piuttosto noti, di periodi già documentati, ma impacchettati in un film che comunque risulta "nuovo" da ogni punto di vista lo si guardi, coinvolgente, divertente, e in grado di conquistare nuovi fan, oltre che di donare un'ora e mezza di emozioni anche ai vecchi fan, sicuramente felici di vedere il loro idolo sul grande schermo. Certo, non so quanto questo film possa interessare al pubblico comune (alla proiezione a cui ho assistito, la prima in un multisala della mia zona proprio il 5 Marzo, c'erano un totale di 8 persone compreso il sottoscritto), ma una volta in sala, fan o no, bisogna essere delle pietre per rimanere indifferenti. Certo, rimane un po' di amaro in bocca sapendo ora quanti video esistono (e in che qualità), a vederli qui tagliuzzati e quasi mai presentati per intero. Parte di chi scrive vorrebbe poter vedere quanto più possibile dei concerti e delle prove, un po' a la "Get Back" dei Beatles, ma sono anche consapevole del fatto che si tratterebbe di tutt'altro prodotto (la speranza è l'ultima a morire), e che nello specifico caso di "EPiC", alla fine va bene così, e nonostante tutto si lascia la sala con un giusto senso di sazietà.


La Colonna Sonora

Ad accompagnare l'uscita del film non può mancare l'omonima colonna sonora, che perfettamente segue la struttura e lo stile del film, con però una differenza sostanziale. Se, come detto, nel film raramente le performance sono mostrate nella loro interezza, ovviamente lo stesso non accade nella colonna sonora, e meno male! 
C'è da dire che, prevedibilmente, per i fan sfegatati di Elvis c'è ben poco di nuovo qui, in quanto le performance live sono tratte da concerti già pubblicati, e qui riproposte nei nuovi mix, con tutti i loro pro e contro, e i mashup e remix vari, seppur interessanti a tratti, lasciano un po' il tempo che trovano (almeno a mio parere personale). 
Certo ci sono casi, come Polk Salad Annie, in cui il continuo cambio di velocità ha poco senso nella sua versione privata del supporto visivo, mentre la già citata Oh Happy Day, qui in versione completa, è sicuramente uno dei picchi dell'album, e meriterebbe certamente più attenzione di quanta ne sta ricevendo. Purtroppo ci ritroviamo anche qui la poesia di Bono in chiusura, ma era prevedibile, in quanto l'album segue l'ordine del film, e riesce anche a stare in piedi da solo piuttosto bene e a lasciarsi ascoltare con piacere, anche se più come curiosità che come album vero e proprio (per quello la scelta è vasta vista la sterminata discografia di Elvis). Da notare un piccolo particolare: le parti di batteria che ho citato sopra, quelle che al cinema spiccavano particolarmente, anche troppo, nella colonna sonora sono MOLTO meglio implementate, a dimostrazione del fatto che il problema non era tanto il mix in generale, ma il temporaneo passaggio dalla stereofonia all'audio tridimensionale. 
Detto ciò, il film è l'attrazione principale, la colonna sonora trattatela come un souvenir da ascoltare in macchina, niente di più, e sicuramente la apprezzerete al meglio. 

 

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