Un passo indietro; l'album è in sostanza fin dal titolo un omaggio e dedica al regista, esploratore ed oceanografo Jaques-Yves Cousteau, e pubblicato il giorno del suo ottantesimo compleanno. Di conseguenza tutto l'album fa dell'atmosfera acquatica la sua caratteristica principale. Tornando alla già citata Calypso, essa introduce in modo efficacissimo l'album con la sua prima parte particolarmente colorata e con un che di caraibico. Normalmente questo genere di cose mi procurano forti reazioni allergiche, ma in questo specifico caso, grazie ad una intelligentissima costruzione armonica che spesso prende vie inaspettate e contrastanti, il tutto riesce a farsi apprezzare. Ben otto minuti dopo ci troviamo di fronte la seconda parte, in in certo senso più affine al suono tipico di Jarre, che dopo un'introduzione atmosferica sembra quasi riportarci verso Industrial Revolution dall'album precedente con il suo fare tra il meccanico ed il "liquido", spostandosi poi gradualmente verso territori tipici della musica dance anni '90.
La terza parte conclusiva è invece decisamente più trionfale, lenta, maestosa, e dimostra ancora una volta il gusto per le melodie e le ispirazioni classiche di Jarre. E qui a mio parere si conclude la parte interessante del disco, in quanto il resto dell'album consiste soltanto nella title track (di 22 minuti su vinile, 46 su CD). Un infinito brano ambient in cui per tutti questi lunghi minuti non succede assolutamente niente. Certo so benissimo che questa è una delle caratteristiche principali del genere ambient, nato proprio per fare da sottofondo a qualcosa, "musica da ambiente" appunto, ma si tratta comunque di qualcosa di cui non capirò mai il fascino. Indubbiamente è un brano ben fatto, con bei suoni e perfetto nella sua ispirazione acquatica ed oceanica, in grado di trasmettere una serenità assoluta, ma anche tanta noia. L'avrei apprezzato se avesse avuto un qualche svolgimento, un progresso, una direzione, ma 46 minuti di musica sempre uguale sono troppo per me. Sicuramente si tratta di un mio limite, ma la musica desta il mio interesse nel momento in cui succede "qualcosa": qualcosa che stupisca, che coinvolga, che faccia riflettere, che emozioni, ma pur sempre qualcosa! A causa di questo brano mi ritrovo troppo spesso a desistere dal metter su questo album, pur amando Calypso, ed è un gran peccato. Il successivo Chronologie rimetterà le cose a posto confermandosi come il suo miglior album anni '90 senza alcun dubbio, relegando questo Waiting For Cousteau a mero esperimento amato principalmente dai fan della musica ambient. Come voto si merita un 6,5, media tra l'8,5 di Calypso ed il 5 della title track.















