domenica 22 settembre 2024

The Bathrooms Are Coming: gli "industrial musical" e lo strano caso del musical sui bagni


Praticamente da sempre la musica viene utilizzata dalle aziende per promuovere i propri prodotti, sia tramite jingle composti per l'occasione, sia riutilizzando canzoni già note nelle proprie pubblicità. Ci fu, però, un periodo, soprattutto tra gli anni '50 e '60, in cui aziende, o in generale compagnie di business, iniziarono a commissionare canzoni non strettamente per la promozione, bensì per un uso interno, per motivare, intrattenere e far sentire parte di un gruppo i propri dipendenti. Se in un passato più lontano erano i lavoratori stessi a motivarsi cantando (si pensi agli schiavi e ai loro canti che poi diedero origine al blues), qui era il management stesso a fornire le canzoni, spesso presentate in eventi ad hoc come convention. 

Fin dall'inizio del '900, infatti, aziende come la Larkin Soap Company organizzavano eventi interni per i dipendenti, e questa in particolare aveva un coro, un'orchestra, un club di ukulele e organizzava recital giornalieri con organo a canne. Altre aziende come l'IBM avevano un proprio "songbook", una collezione di canzoni commissionate dall'azienda stessa, concetto che, intorno alla seconda metà degli anni '50, venne esteso fino alla creazione di veri e propri musical, via via sempre più ambiziosi e costosi, finendo anche per coinvolgere importanti star di Broadway. 

In quel periodo erano principalmente le aziende che producevano automobili a spingersi in quella direzione, come la Ford, la General Motors e la Chevrolet, il cui musical del 1957 si stima sia costato circa 3 milioni di dollari: un'enormità, considerando che si tratta di musical destinati esclusivamente ai dipendenti della suddetta azienda, che mai venivano messi in scena in altri ambiti e per altro pubblico. 

Ovviamente, vista la natura di questi spettacoli, non si hanno molte tracce e documenti a riguardo oggi, se non nei pochi casi in cui veniva dato ai dipendenti un "album souvenir", non venduto altrove, ma che inevitabilmente negli anni è finito nel normale mercato dei dischi usati, seppur con tutta la rarità del caso e le altissime quotazioni. Ed è proprio grazie ad un caso del genere che oggi possiamo ascoltare The Bathrooms Are Coming!

The Bathrooms Are Coming! 

Tra le varie aziende che hanno deciso di commissionare un musical in quegli anni, c'è anche la American Standard, che si occupava di impianti di riscaldamento, aria condizionata e impianti idraulici, che, nel 1969, ha contattato il compositore Sid Siegel, già noto anche per jingle pubblicitari, per commissionargli un musical. Il risultato fu questo The Bathrooms Are Coming, arrivato a noi grazie ai già citati "album souvenir", e il cui contenuto è probabilmente descritto nel migliore dei modi dalle note all'interno del disco:

"The Bathrooms are Coming ha presentato in anteprima un nuovo decennio di sanitari nati da un'approfondita ricerca umana e di prodotto condotta da American-Standard. La storia è iniziata con l'introduzione della mitica dea greca Femma, l'epitome di tutti gli atteggiamenti, le riflessioni e i desideri delle donne e la leader di tutti i movimenti delle donne. Nella commedia Femma è invitata da altre donne ad organizzare una rivoluzione nel bagno: "Unisciti alla lotta per la sicurezza del bagno, Femma, alla lotta per la bellezza e il lusso. Abbiamo bisogno di libertà dall'oppressione del bagno. Unisciti alla lotta per bagni migliori".

E così Femma ha portato avanti la storia. È iniziata con la dichiarazione che "l'idraulica" è un affare femminile, sostenendo il profilo della "donna degli anni '70" e la causa del cambiamento contro lo status quo. Ha portato il pubblico attraverso la ricerca della Cornell, a una visione dei mercati in termini di persone. Poi, la Rivoluzione si è sviluppata in termini di nuovi atteggiamenti, nuovi programmi. Successivamente, uno dopo l'altro, sono emerse le vere star dello spettacolo: Economy Wall Surround, Proximatics, Ultra Bath, Bone e Spectra 70.

Ci auguriamo sinceramente che questa musica deliziosa ti aiuti a ritrovare l'eccitazione, il colore e le risate dello spettacolo originale."

Tutto questo è presentato nella migliore tradizione musicale dei tipici musical classici americani, con arrangiamenti orchestrali tipici del genere, brani memorabili al di là dell'argomento (o forse proprio per quello) come My Bathroom, o vere e proprie presentazioni di prodotti come Spectra 70, un modello di doccia, o The Ultra Bath, una vasca da bagno, e in generale ci si rende conto di esser di fronte ad una delle più bizzarre derivazioni dell'intrattenimento del secolo scorso. E oltretutto il livello è mediamente molto alto, sia nelle composizioni che nelle performance strumentali e, soprattutto, canore, portando il prodotto a rivaleggiare con musical ben più blasonati, nonostante il titolo possa suggerire un che di goliardico o tendente alla parodia, cosa non affatto vera dal punto di vista musicale. 

Proprio per via del peculiare argomento alla base di questo musical, The Bathrooms Are Coming! è negli anni diventato il più celebre esempio degli industrial musical, dapprima spingendo vari DJ a trasmettere qualche brano su cui erano riusciti a mettere le mani, stimolando la curiosità del pubblico, poi arrivando, in anni più recenti, ad una vera e propria riscoperta di questo mondo, dapprima grazie al libro (con CD di contorno) Everything's Coming Up Profits: The Golden Age Of Industrial Musicals di Steve Young e Sport Murphy, e poi nel film-documentario Bathrooms Over Broadway, che segue le ricerche dei dischi, interpreti, compositori superstiti, proprio di Steve Young.                                                                           

Altri esempi degni di nota sono Diesel Dazzle del 1966, commissionato dalla Detroit Diesel Engine Division, di proprietà della General Motors, e Go Fly A Kite, commissionato dalla General Electric sempre nel 1966 e composto da John Kander e Fred Ebb, famosi per aver realizzato il musical Cabaret. 

Questo tipo di prodotti di intrattenimento sono via via andati a scemare, fino a scomparire del tutto intorno agli anni '80, sia per via degli enormi costi di realizzazione necessari per mettere in scena gli spettacoli, spese che le aziende evidentemente non erano più disposte a sostenere, sia per il cambiamento evidente nel rapporto tra lavoratore ed azienda, in cui sia la "fedeltà" del primo nei confronti della seconda (o più in generale al marchio), che la volontà della seconda di tenersi stretto e felice il primo, sono andati via via scomparendo.